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"Fratei forza al remo, demoghe addosso" La galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli nella giornata di Lepanto, dopo il disalberamento della prima linea turca da parte delle grandi Galeazze venete.

 


















































 

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  sabato 31 gennaio 2004





Gli arditi del popolo (vecchia Parma...)

Mio nonno, che portava il mio stesso nome,

 fece la prima guerra mondiale come colonnello di cavalleria a Gradisca di Isonzo. Erano acquartieratì là, in quella pacifica cittadina a pochi chilometri dal S. Michele, l'epicentro del macello della terza armata, le trincee inespugnabili, il terreno coperto di schegge di acciaio e di....bè lasciamo perdere.

Per tre lunghi anni quella guerra fu un carnaio senza esito militare. Gli italiani si dissanguavano attorno a Gorizia ma la guerra difensiva, a suon di mitragliere, aveva il sopravvento sulle cariche di fanteria (o peggio di cavalleria, del tutto inutilizzabile) e i tank ancora non esistevano. Morale, lo stallo in un bagno di sangue. Mezzo milione di fratelli lacerati, decapitati, sventrati dalle baionette e dalle pallottole....e poco meno per gli amici abitanti di Inssbruk, Vienna la dolce, e la bella Budapest....

Poi venne Caporetto. I generali avversari decisero di usare i gas. E fu lo sterminio. Per ritardarne l'avanzata un cavalleggero su dieci sopravvisse. Alla fine, sul provvisorio fronte del Piave, successe qualcosa. "Eravamo a un passo dall'invasione - ricordo le sue parole anche se ero bambino - Diaz, il nuovo capo ci convocò e ci chiese che fare. E uno di noi, che aveva avuto esperienza al fronte e non era nemmeno generale, ma semplice capitano dei bersaglieri, si azzardò e disse.

"Guardi signor Generale, se vogliamo sopravvivere dobbiamo cambiare mentalità, innanzitutto tra di noi. Fino ad oggi siamo andati avanti come un esercito classico: Fanteria, artiglieria, genio, cavalleria, intendenze.... Ma la guerra, quella vera che facciamo, non funziona così. La trincea non la pigli con quattro bombardamenti inutili, una carica in pieno giorno al petto delle mitragliatrici. No, la si piglia di notte, in silenzio, senza nemmeno ammazzare troppi austriaci... i morti e i lamenti fanno troppo rumore. La si piglia a pugnalate, si apre il varco e poi giù con i lanciafiamme. Si fanno saltare munizioni e pezzi. Si crea un casino improvviso, e allora sì che arrivano in massa i fanti e consolidano la posizione".

"Caro Generale, qui bisogna piantarla con i gradi e le gerarchie. Ci sono i coraggiosi, quelli che lo sanno fare e quelli che non lo sanno fare. Uno il coraggio mica se lo dà. Selezioniamo gli uomini, tiriamo fuori i volontari,  facciamo squadre d'attacco, mettiamoci i vecchi di trincea, nutriamoli al meglio, diamogli anche grappa e vino a volontà. Addestriamoli al silenzio e alla notte...."

Mio nonno non ricordava chi fosse quel  mitico capitano. Peccato. Ma fu così che nacque un corpo "impossibile" nell'esercito che fu di "Piemonte Reale": gli arditi. Senza tank, senza troppo rumore, con il lucido da scarpe sulla faccia, sull'elmetto e la divisa, e di sorpresa riprendevano alla notte con il pugnale in bocca le trincee sul Piave che gli austriaci avevano preso, a gran prezzo, di giorno. Alla fine la situazione, anche psicologica si invertì,  arrivarono i rifornimenti americani e....... fu Vittorio Veneto, lo sfondamento italiano. Fu la fine della sofferenza. Si tornò a casa....

Questa storiella, quest'altra favola della vecchia casa di Napoli,  mi serve per tentare un riflessione un po' diversa sull'Italia di oggi. Alla luce di quell'autentica Bomba che è il rapporto Eurispes.  

Una riflessione che forse non troverete sui giornali, che magari giudicherete un po' naif, ma che comunque ritengo utile.

Mi sono scocciato, anche alla luce di questo devastante rapporto Eurispes, di fare o concepire la politica in base all'odio, all'addossare all'avversario tutte le colpe.

Pochi giorni fa Michele Salvati (mio vecchio maestro, che ogni tanto tradisco...) ha scritto per il Corriere della Sera uno dei suoi pezzi migliori (quando fa l'economista e non il sociologo). In breve dice: nessuno, nè la destra nè la sinistra ha oggi un programma credibile, al di là delle chiacchiere, per farci uscire dal guano.

Concordo. Se almeno consideriamo le grandi forze politiche (da un lato Forza Italia e dall'altro il cosiddetto Triciclo) il messaggio è di una povertà impressionante. Da un lato si chiede fiducia cieca a un malcresciuto miliardario e al suo dilettante commercialista (massimi responsabili del pasticcio descritto dall'Eurispes) ma dall'altro l'alternativa è la catarsi prodiana, su un bravo tecnocrate, ragionevolmente onesto e competente, che in qualche modo salverà  da solo (ripeto da solo) capra e cavoli. Mentre sotto....D'Alema....Rutelli....Boselli....Fummo anche arditi, coraggiosi, avvinazzati, magari fanatici e testoni. Ma non scemi.....

Non funziona così, cari pseudo-politici (meglio politicanti). Questa è politica per semi-analfabeti (e l'Italia ne rischia ormai 20 milioni) incollati alla tivvù con il cervello spento. Magari questo serve alla perpetuazione di un certo tipo di potere ma non è di sicuro un progetto politico democratico. E funzionante. E capace di ridarci futuro.

Forse è un progetto di una dittatura personale da America Latina da un lato e dall'altro di un gruppo dirigente nomenklato, autonominato e inamovibile.

Nei fatti, in ambedue i casi, noi cittadini italiani siamo degli ostaggi. A destra di un signore liftato che ha dimostrato grande cura dei suoi interessi personali e di famiglia ma ha lasciato allegramente impoverire un Paese come non si registrava dal 1992 (anno dell'esplosione della Prima Repubblica). Dall'altro c'è una vaga promessa di buongoverno, ma senza grandi novità rispetto alla navigazione a vista che fu del 1998-2000 (i malaugurati anni del dalemismo..).

Ma non è di questo che voglio occuparmi. Vorrei solo avanzare una tesi semplice semplice. Supponiamo che esista un progetto per farci uscire dal guano. Allora amici e nemici andranno valutati in base al progetto, se sono di ostacolo vanno combattuti, se sono potenziali alleati vanno accolti. Frega niente se hanno camicie un po' tendenti al nero o al verde o al rosso. Ognuno ha il suo stile....è non è qualunquismo.

Che cosa è successo negli ultimi dieci anni in Italia? Semplice: il Paese si è logorato. Ha perso asset, non ne ha creati di nuovi in misura sufficiente (lo si vede bene dall'angolo di visuale industriale- tecnologico), non è riuscito a stabilire un'autentica democrazia nè un autentico bilanciamento di poteri indipendenti. Con un gioco win-win a favore del cittadino che è poi l'obbiettivo finale dei sistemi democratici (la vera concorrenza favorisce il cittadino, il welfare pubblico equilibrato favorisce il cittadino, la legalità protegge il cittadino, la possibilità di scegliere politicamente favorisce il cittadino, l'equità fiscale favorisce il cittadino...)

Fin qui credo che potremmo trovare un accordo sul fatto che una possibile Seconda Repubblica (non l'aborto attuale) dovrà essere una Repubblica orientata al cittadino. Così come le aziende (migliori) cercano di essere orientate ai clienti..

Di quali riforme abbiamo bisogno per raggiungere questi obbiettivi? Vediamo.

Finalmente abbiamo un quadro a mio avviso realistico della situazione e della crisi italiana, grazie all'Eurispes. Possiamo ragionarci.

E lo dico con buona pace del giornale per cui lavoro, che invece oggi (a differenza della Repubblica e del Corriere della Sera) non ha scritto un rigo sulle analisi e sui sondaggi di questo istituto. Evidentemente non è ritenuto credibile, al confronto dell'Istat o di altre fonti. Io invece sono di parere contrario.

Basta salire su un tram per rendersene conto....forse Fini o Bossi ogni tanto un mezzo pubblico anche lo prendono, ma Berlusconi e compagnia evidentemente no...

Quindi consideriamo come attendibili le cifre di Fara e dell'Eurispes e andiamo avanti. Per sviluppare un discorso positivo è comunque meglio partire dal quadro più pessimistico possibile. Meglio la strada più lunga ma più solida, dopo anni di scorciatoie, di illusioni, di miracoli mancati...

L'Eurispes ci dice:

- che nel 2000-2003 c'è stato un massiccio impoverimento reale delle famiglie, in particolare dei lavoratori dipendenti (ai tempi mi permisi di definirla come la "grande truffa sull'Euro"). Il Governo ha consentito e favorito (consapevolmente, inconsapevolmente..vallo a sapè) un trasferimento di reddito di corto periodo a scapito dei lavoratori dipendenti e a favore dei commercianti e degli industriali (non tutti). Poi il conseguente crollo della domanda e dell'economia ha penalizzato tutti. Il classico gioco lose-lose (perdi-perdi) con l'iniziale furbitica illusione di guadagnarci a scapito di altri....

- Che Tremonti, di fronte al tramonto della sua promessa di miracolo,  pensasse in questo modo di consolidare l'area elettorale di Berlusconi favorendo i suoi cari commercianti e imprenditori (non tutti) dando via libera alla speculazione diffusa sull'Euro? Vedremo poi i risultati finali di questa autentica malignità...

- Il 65 e passa percento degli italiani concorda: il governo attuale ha fatto una politica economica "fallimentare e densa di promesse non mantenute". L'area del malcontento è quindi più vasta della sola fascia delle famiglie povere (2,5 milioni) o a rischio povertà (altri 2,4 milioni). Questo significa che anche larghi strati non dipendenti, anche di commercianti, anche di imprenditori sono entrati in negatività. Quello che magari hanno guadagnato per qualche mese da qualche aumento di prezzo gonfiato lo hanno perso con gli interessi con il conseguente crollo generale della domanda, verificatosi nei tre anni neri.

Questo dato sarebbe molto importante. Se l'area di scontento, tanto vasta, riuscisse a tradursi in un'alternativa politica credibile e stabile (per esempio un governo ulivista con uomini nuovi e validi...) significherebbe che forse anche un pezzo di italiani moderati (che prima si sono illusi con Berlusconi-Tremonti...) potrebbe appoggiare l'alternativa. Con la possibilità quindi di un esecutivo non condizionato (come fu il governo Prodi) dal massimalismo di Rifondazione, nè poi un D'Alema ricattato da transfughi Dc vari....Ma un autentico Governo di alternativa.... stabile e omogeneo.

Ma andiamo avanti. Il dato più preoccupante da mettere sul segno meno della partita doppia italiana non è poi nemmeno questo "salasso". E qualcosa di più terribile e lento. Il fatto che stiamo pericolosamente invecchiando, come corpo sociale, e quindi perdiamo creatività, visione del futuro, spirito di iniziativa e di rischio. E non riusciamo a concentrarci sulla nostra autentica risorsa scarsa: i giovani, i rivolti al futuro, i costruttori. Anzi, nella crisi di sfiducia e di autoprotezione, li penalizziamo pure.

Abbiamo un atteggiamento selettivo nei contronti dello Stato, nelle sue varie forme:

l'80% (compreso me) ha fiducia in Ciampi

l'80% ha fiducia nei Carabinieri e nelle forze di Polizia, ovvero nei lavoratori della Ps

Il 68% nelle istituzioni religiose

il 58% ha fiducia nell'Europa

il 52% nella Magistratura

Poi comincia il rapido declino:

il 36% nel Parlamento,

il 32% nei sindacati

il 28% nella Pubblica Amministrazione

il 13% nei partiti

Il dato più positivo tra tutti è però quell'89% di fiducia (record) per il volontariato. Segno che, anche se vecchi e mezzo rincoglioniti, abbiamo abbastanza fiducia in noi stessi quando diventiamo attivi e ci diamo da fare.

D'altro canto gli italiani sanno benissimo che quando, dieci anni fa, una intera generazione di nostri giovani rischiò lo sterminio per droga, sotto le ruote artigliate della Mafia (che ci costruì i suoi capitali "anonimi") fu proprio il volontariato (da quel fascistone di Muccioli fino alle comunità di ex-lotta continua del coraggioso povero Rostagno) a tirarci fuori dalla tragedia....

L'Eurispes ci dice che siamo pesantemente insoddisfatti dalla mancanza di legalità e di giustizia. Dal regno di furbolandia in cui siamo ostaggi. Il 70% ritiene che Mani Pulite sia stata interrotta, Tangentopoli esiste ancora (e forse lo pensa quando beve il caffelatte a lunga conservazione del mattino...). Oppure quando va al mercatino rionale e vede le bancarelle piene di migliaia di dischi e cassette contraffatte in bella mostra....

A questo quadro, tratto nella sua essenza dall'articolo di Repubblica di oggi, come avrebbe risposto il nostro Capitano del Piave?

Secondo me, molto semplicemente, guardando ai "coraggiosi", alle grandi linee di fiducia (ricchezza della nazione).

Ovvero (in ordine di preferenza):

- i volontari

- i servitori dello Stato

- gli europeisti

- gli onesti silenziosi, i cristiani attivi

- i contagiabili e i pentibili da furbolandia

Il nostro capitano quindi recluterebbe le sue squadre di "Arditi del popolo" (chiamiamoli così, anche perchè è un termine glorioso e fin troppo dimenticato...Parma docet) tra questi italiani.

Le sue istruzioni di attacco sarebbero:

- facciamo costare meno e funzionare meglio i servizi pubblici? Usiamo a man bassa i volontari, rispettando la loro libertà...

- diamo capitale di rischio ai nostri giovani per provarci a creare nuovo valore aggiunto... Banche etiche, prestiti d'onore, venture capital pubblico e paziente....siamo in crisi, facciamo un investimento sul coraggio e sul futuro...

- europeizziamo la nostra amministrazione e il nostro Stato, sprovincializziamolo ma al contempo connettiamolo alle comunità locali secondo regole serie.....sulle cose che servono...

- trasformiamo i partiti in movimenti democratici in cui i militanti e gli elettori contano e scelgono, con il voto e con la rete

- sosteniamo tutti i fischietti indipendenti d'Italia, aiutiamoli e non facciamoli sentire isolati, moltiplichiamo le indipendenze, togliamo collusioni...

- ridimensioniamo il peso delle lobby e delle corporazioni in Parlamento. L'eletto dal popolo deve rispondere periodicamente e seriamente al popolo che lo ha eletto....

- chi fa il furbo è condannato a produrre valore aggiunto reale sufficiente a compensare la sua furbizia....costringiamo i governanti a dirci quali corporazioni vogliono penalizzare e quali promuovere...e perchè. E poi scegliamo....

- Il salario va legato alla produttività, dobbiamo creare una cultura dell'intelligenza collettiva nel creare mutuamente vantaggiosa produttività e per dividerla in modo equo...

- la concertazione non è una buffonata. E' servita a tenere in piedi l'Italia dopo il fallimento del 92 e servirà per il dopo Berlusca. Tremonti e la Confindustria di D'Amato hanno voluto calpestarla. Hanno accelerato la crisi italiana, contro i loro stessi interessi di imprenditori...

- Si crea concorrenza a favore del cittadino sul mercato politico, economico, amministrativo, sindacale..... Il potere deve diventare un servizio indipendente ma valutato costantemente da un corpo sociale il più possibile attivo e sveglio..anche dopo i 60anni...

- la stampa deve essere indipendente e deve vivere sul gradimento del lettore e del telespettatore. Non sul budget pubblicitario o sul monopolio di questo o di quello. Il padrone della stampa deve essere il lettore....

- i soldi si mettono nella ricerca (e non nei sussidi), si spingono le comunità creative volontarie Open Source e Open science, si paga il dovuto per l'università e la scuola (salvo aiuto sociale ai ragazzi meno fortunati); si danno reti e computer quasi a gratis a che non ce la fa; si sostiene la famiglia giovane che vuole i bebè (tanti, tantissimi...); si tirano fuori i quattrini dal materasso in cambio della dignità di essere cittadini sovrani italiani attivi.....

Quello che voglio dire, insomma, è che la mia scommessa è la seguente: se tu dai un vero status di cittadino sovrano agli italiani questi ti daranno in cambio disponibilità, anche a fare qualche investimento e sacrificio per difendere questa sovranità per sè e per i propri figli.

Insomma. un contratto sociale decente....win-win

Questi ovviamente sono solo pensieri monchi e ipotetici su quel Capitano sconosciuto.....aggiungetene Voi....io non sono mica un politico...

ciao

Beppe

E alla faccia di tutti...Viva l'Italia!

E alla via così

 La storia degli Arditi è bipolare, polarizzata. Dopo la guerra, e di fronte alla crisi che ne seguì,  i ragazzi del 1918 si divisero nettamente in due campi. Da un lato molti di loro misero la camicia nera e dall'altro.... Non fecero altro che menarsi.

Oggi forse gli Arditi d'Italia potrebbero anche riunirsi di nuovo....su una battaglia per tutti, ma pacifica e decisiva....quella per la democrazia, finalmente.

 

 

 

 

 




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