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"Fratei forza al remo, demoghe addosso" La galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli nella giornata di Lepanto, dopo il disalberamento della prima linea turca da parte delle grandi Galeazze venete.
Sto partecipando a un esperimento scientifico, come osservatore. A
Torino 150 cittadini della Val di Susa e piemontesi
volontari sono impegnati in una due giorni di discussioni sulla
questione Tav.
Ma non è il solito convegno di parole a perdere. E' un esperimento di
democrazia deliberativa. Si tiene presso il Sermig, l'arsenale della Pace
fondato da Ernesto Olivero dietro il mercatino dei più poveri di Porta
Palazzo. Una vecchia area militare di artiglierie trasformata in centro di comunità e di convegni.
I tavoli discutono, sotto la supervisione di una squadra
di sociologi (guidati da Pierangelo Isernia e Luigi Bobbio), vengono
inframezzati da sessioni plenarie con esperti (a cui rivolgono domande strutturate,
maturate lungo le discussioni nei tavoli), e i sociologi ad ogni
passaggio, tra tavoli e plenaria, fanno compilare dei questionari.
L'obbiettivo è valutare il mutamento e l'evoluzione delle opinioni ad ogni discussione
informata, ad ogni aggiunta di informazione e dopo ogni confronto al
tavolo, moderato da un sociologo imparziale.
Oggi ho assistitito a un paio di questi tavoli. La discussione, pacata,
tra no-tav, con i loro argomenti ambientali e economici, e i sì-tav,
con i loro argomenti ambientali e economici, era molto interessante. La
sessione con gli esperti, che hanno risposto alle domande provenienti
dai tavoli, altrettanto. Domani vado alla seconda giornata, per cercare
di capire se questo metodo porta a un processo effettivamente
democratico, ovvero di discussione politica informata e adulta.
Non vi dico la mia opinione sulla Tav, la sto ancora maturando, insieme agli altri.
Voglio però proprio capire se in Italia può maturare una cultura del
dialogo politico nuova, basata sull'innesto nella partecipazione dei
cittadini di una sorta di metodo scientifico, di cultura peer-reviewed.
Tutto questo mi serve per un'autocritica.
Non vorrei aver dato l'impressione, dati i post dei giorni scorsi, di
un cavaliere solitario alla ricerca di una sorta di Santo Graal. Anche
se ne ho effettivamente trovato, credo, una buona approssimazione.
Non mi piace l'idea di divenire il paladino di qualcosa di salvifico, e
di capace pertanto di giustificare la nostra inerzia suicida. Quando
invece si tratta di una prospettiva potente, ma ancora non provata e a
rischio.
Non mi piace ingenerare, nemmeno involontariamente, aspettative irrealistiche e fuorvianti.
Intendiamoci, nella migliore delle ipotesi questa enorme fortuna ci
verrà buona non prima di 10-15 anni. Anche partendo subito, alla grande
e con un progetto Manhattan europeo.
10-15 anni di transizione, cruciali. In cui dovremo farcela noi
cittadini, usando le nostre risorse, la nostra coscienza, volontà,
spirito di sacrificio, intelligenza, apertura e solidarietà reciproca.
Il Santo Graal è in Noi, solo in Noi. Se sapremo risvegliarlo poi, tra
10-15 anni avremo, forse (con le ricerche e gli investimenti giusti e
coraggiosi) la polizza di assicurazione sulla vita per Noi e per il
Mediterraneo. Ma dovremo guadagnarcela questa polizza.
Un'epica,
dove possiamo dare il meglio di Noi. Come in passato. Ma spero stavolta
in un'epica ben diversa, meno disperata e più civile. Magari anche un
po' noiosa e scomoda. Di sicuro meno romantica. Per questo dovremo fare scelte informate, anche difficili, ma
coscienti. Dovremo conoscere, capire, valutare, investire, cambiare, immaginare e comunicare il
futuro. Una sola fonte lontana o vicina non basta. Da domani si sceglie
come cambiare il mezzo di trasporto, l'abitudine, il pannello sul
tetto, la rete wi-fi condivisa e pubblica, il servizio web di
dematerializzazione, il prezzo da pagare, e la compensazione, per
scomodi lavori infrastrutturali in corso dietro casa. Se necessari.
Forse una ventata di intelligente dematerializzazione,
e quindi di aria fresca, comincia finalmente a spirare sulla mia città.
Bandiere a mezzo pavese (l'altra metà la isseremo ai risultati).
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Legenda: questo blog usa la metafora del diario di bordo. E cerca di trovare le rotte giuste. Da parte di una piccola, antica nave esplorativa neutrale, ma non di meno ben organizzata...
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