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"Fratei forza al remo, demoghe addosso" La galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli nella giornata di Lepanto, dopo il disalberamento della prima linea turca da parte delle grandi Galeazze venete.

 


















































 

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  giovedì 30 agosto 2007





Manovre diversive



Torno ieri da Favignana completando la lettura di questo libro:

L'immagine “http://blogs.it/0100206/images/casta.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Il passo che mi ha più colpito è quello in cui il difensore civico di Palermo (manco sapevo ce ne fosse uno) parla del Pus, del Partito Unico Siciliano.

Il Pus è quella sostanza che si crea se una ferita va in suppurazione.

Il Pus è l'indistinguibilità di destra e sinistra quando, in Sicilia, si devono prendere decisioni sui privilegi ai politici e alle clientele locali.

Oggi l'Assemblea Regionale Siciliana è uno dei principali monumenti ai privilegi e ai costi della politica in Italia. Leggete il saggio per conferma. E le relative cifre in appendice.

E leggete le cronache su un qualsiasi pronto soccorso a Palermo, Trapani, Agrigento. C'è da aver paura.

La tesi del sopraddetto difensore civico è che ormai, sistemicamente, il Pus si è moltiplicato in Pui, Partito Unico Italiano.

Quando vi è da prendere decisioni, quasi tutte con leggine sottobanco o pre-ferie, sui privilegi per la casta si trovano unanimità e efficienze assolute.

Ma il caso dei lavavetri e dei fucili bossiani, e della tolleranza zero, mi fa sorgere il sospetto che si stia andando oltre.

Che il Pui stia generando una sorta di suo pensiero unico.

Parto da una semplice constatazione. La Casta, il libro, ha avuto un successo straordinario.

Non so quante ristampe a ripetizione, centinaia di migliaia di italiani pensanti lo hanno letto questa estate. Compreso Romano Prodi.

La Casta fa da base alle posizioni di Montezemolo. Basti leggere questa sua ultima lettera (a Veltroni?).

Risparmio il codazzo di repliche e di polemiche varie. Sui poteri forti o deboli.

La sostanza è semplice: il sistema politico, amministrativo e pubblico italiano (il fisco pesante ne è solo una conseguenza) è sotto accusa documentata.

Personalmente lo capii fin da quando, negli anni 70, furono create le Regioni, i mostri mangiasoldi.

A partire da quegli aborti amministrativi (a statuto speciale) sciagurati: Valle D'Aosta, Province autonome del Sud-Tirolo e poi Sicilia.

Vergogne nazionali che poi hanno infettato tutto. Leggete il libro, è chiaro.

Questo sistema non è compatibile con i tempi presenti, e soprattutto futuri. A meno di un principio ferreo: si spende solo in base agli introiti effettivi.

Salvo investimenti strategici (ma trasparentemente documentati).

E le Alpi, siano esse aostane o tirolesi, saranno le prime a capire il prezzo dei loro privilegi.

Così come sono le circoscrizioni, comuni, aziende pubbliche varie, provincie, comunità montane, regioni e ministeri centrali (con codazzo di autoblù e politicanti vari) che ci portano all'autodistruzione. Via paralisi e dissipazione di risorse.

E dal 2009, secondo gli scienziati del clima inglesi, comincerà il gran ballo. Già in corso sul mar Caspio.

Su questo concetto di fondo (di insostenibilità politica italiana) oggi troviamo una stranissima convergenza tra Montezemolo e Beppe Grillo.

Se ci pensate bene è incredibile (in apparenza). Invece c'è una spiegazione semplice: ambedue stanno facendo opposizione al sistema corrente dall'esterno della classe politica, della Casta, del Pui. E certi fenomeni macroscopici sono troppo visibili per essere negati.

Aumentano le tasse e aumenta la spesa pubblica, il deficit e il debito pubblico. Torchiati e mazziati, anno dopo anno, legislatura dopo legislatura.

Qui qualcosa di grosso non funziona e non ci viene detto. E sta qui.

Certo, ad ogni pur minima possibilità, il Pui non fa che aumentare le sue spese. Per comprarsi una rete di consensi altrimenti impossibili.

Bossi invece parla solo di fisco e non di Casta sottostante. E infatti la Lega ha avuto anche lei la sua libbra di carne di porco quando era al potere (come ben testimonia il saggio di Stella e Rizzo). Fa parte della Casta, a pieno titolo, ormai.

Esilarante la descrizione delle consulenze elargite dall'ing. Castelli. Il velista come D'Alema.

Bossi è quindi solo un demagogo dimezzato. Provoca, ma non è credibile più a nessuno.

Quello che invece avviene, per reazione, è che il Pui oggi fa quadrato sulla tolleranza zero.

Si comincia dai lavavetri, poi dai Rom (intervista dell'esimio ex-buonista Ueltron...) e poi la tolleranza zero dove arriverà?

Fino a vendere le autoblù di Totò Cuffaro, forse? O le regalie di Formigoni a Cl? Oppure gli emolumenti dei 200 mila politici che manteniamo, con connessi 400 mila trombati nelle aziende pubbliche, o le autoblu concesse ai nullafacenti presidenti di circoscrizioni, ai portaborse e reggipanza vari?

No, tolleranza zero verso i disperati. E nemmeno i racket che li sfruttano.

Domani forse verso gli italiani più deboli...

Uno dice: ma non si avverte, per caso, un piccolo puzzo di demagogia in questo blitz di un Ds fiorentino, tal Cioni (Benigni, ma non era il tuo amico di bar un po' scemo?)

Il sospetto viene. Come mai oggi, di fronte a un autunno che si annuncia tanto teso, tale messaggio?

E come mai l'immancabile appoggio dell'estrema destra della sinistra, tal Giuliano Amato, anche lui fiorentino?

Colui che ha coperto, e benevolmente dimenticato, ben altri misteri?

Non so: un ministro dell'Interno fiorentino (ed ex presidente del Consiglio) che va in appoggio, con una inusuale lettera su un quotidiano, di un assessore per chiedere ordine oggi contro i deboli quando i problemi veri sono, e patentemente, ben altri?

Non puzza tutto ciò di (un po' disperate) manovre diversive?

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Voglio però essere, con uno sforzo disperato, benevolo e positivo.

Chiedo a Giuliano Amato, come ha promesso, di mobilitare i suoi prefetti del Sud per attuare il catasto degli incendi.

Per ogni sindaco siciliano, calabrese, campano e pugliese debitamente denunciato e sotto processo per aver lasciata esposta la sua terra ai criminali incendiari sono disposto ad accettare altrettanti lavavetri estradati.

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Il problema visibile a tutti (non disinformati), cari amici e compagni, è che l'Italia questa estate è andata mezza a fuoco al Sud.

Complice amministrazione corrotta, spirito civico inesistente, degrado umano, homo homini lupus prossimo venturo e, su tutto riscaldamento globale galoppante.

Che questa estate, non so se ve ne siete accorti, l'economia globale ha invertito di segno.

Che le economie a debito sono a rischio ravvicinato di collasso.

E l'Italia è e resta una delle maggiori economie a debito (pubblico e crescente) del pianeta.

Fragilissima. Dio ci aiuti.

Che i Kazaki ci stanno togliendo le riserve petrolifere (sperate). A torto o a ragione, non discuto (per ora).

E tanti altri fatterelli....

Possiamo ancora permetterci questa casta impazzita e irresponsabile?

O dobbiamo procedere a un ridisegno completo del sistema politico?

E' serio buttarla sui lavavetri?

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Vediamo, Veltroni rilascia una intervista al Corriere. E cosa dice?

Il suo messaggio principale.

Che lui non correrà contro Prodi, se non eletto.

Bene. Siamo felici di tanta magnanimità.

Ma Veltroni affronta e propone sul problema della Casta?

Affronta e propone sul problema dell'energia?

Affronta e propone sul problema dell'economia?

Ci dice quale futuro vero avremo?

No.

Si limita a porre un problema autoreferenziale dentro il suo schieramento politico, tra Lui e Prodi.

Ecchissenefrega.

Poi arriva la lettera di Montezemolo..

E c'è l'8 settembre il V Day...

E finalmente Veltroni accenna una risposta non autoreferenziale.

Ecco allora, nella strategia in dieci mosse che penso per il Partito Democratico, il primo impegno. Se saremo in grado di seguire gli indirizzi appena descritti su spesa e debito, accompagnandoli a quella radicale azione di riduzione dei costi della politica e di robusta iniezione di criteri meritocratici nella gestione di tutti i pubblici servizi, potremo credibilmente assumere l'impegno a ridurre la pressione fiscale, stabilizzandola nel tempo almeno due punti di Pil sotto il livello del 2006.

(non mi risulta che Veltroni abbia mai parlato in precedenza di radicale azione di riduzione dei costi della politica...meglio tardi che mai)

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L'opposizione esterna alla Casta, almeno secondo il mio punto di vista, sta passo dopo passo trovando voce.

La lettera di Montezemolo è importante. Ed è importante il V-day di Beppe Grillo.

Ambedue sono criticabili, ma ambedue sono importanti.

Perchè è necessaria la formazione di una classe dirigente alternativa, sia altolocata che popolare, fuori dalla Casta.

Che si proponga, con determinazione e coraggio, di buttare fuori dal governo d'Italia il Pus e il Pui.

L'infezione sistemica, il consenso pagato, la tassa che non possiamo più sostenere.

I politici che lavorano per sè, e non per l'Italia.

Dobbiamo invece investire.

Se vogliamo sopravvivere.

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In tutto il mondo gli animi sono preoccupati, e le coscienze profondamente inquiete.

Ad ogni estate, un tempo un tempo di riposo, passa su di noi lo spettro dell'Apocalisse.

Questa stagione in forma di fuoco.

Solo da noi la ricetta è il lavavetri. Ovvero incanalare la tensione sociale sul primo pirla, e il più debole, a disposizione.

E insieme la rinuncia a una delle poche cose belle della tradizione di sinistra italiana: la solidarietà umana.

Quando invece potremmo renderla la nostra identità distintiva, anche concretamente.

E non a caso ci siamo dimostrati sul campo tra i migliori al mondo in questo.

Meditate sulla rivoluzione necessaria, e sui soggetti che possono farla.

Cioè Noi. Solo Noi.


L'immagine “http://blogs.it/0100206/images/compass2.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. Uniti su un progetto comune. Di diversa democrazia. Ma degna di questo nome.

(in ricordo di Franco Carlini, Maestro di questa rete ancora libera)











Che ne dici? []

2:41:33 PM    




Franco non scriverà più


(ANSA) - GENOVA, 30 AGO - Franco Carlini, tra i maggiori esperti italiani di internet e' morto per un malore improvviso la notte scorsa nella sua casa di Genova. Carlini, 63 anni, laureato in fisica, collaborava con il Manifesto, dove teneva la rubrica Chips and Salsa, l'Espresso (rubrica Cyber e dintorni), con il Corriere della Sera, sul quale si occupava di web economy, e con la Rai. Aveva fondato Totem, societa' di web contents e web design.

Secco come un colpo di fulmine, per me, questo volare ad altra vita.

Franco, uno dei miei principali punti di riferimento, e un amico.

Uno che mi disse insisti.

Terrò fede, e rotta.


L'immagine �http://blogs.it/0100206/images/compass2.gif� non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. Per ora non ho altre parole, nel dolore.





Che ne dici? []

12:50:10 PM    


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Last update: 22/01/2010; 2.20.52.

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