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"Fratei forza al remo, demoghe addosso" La galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli nella giornata di Lepanto, dopo il disalberamento della prima linea turca da parte delle grandi Galeazze venete.
Torno ieri da Favignana completando la lettura di questo libro:
Il passo che mi ha più colpito è quello in cui il difensore civico di Palermo (manco sapevo ce ne fosse uno) parla del Pus, del Partito Unico Siciliano.
Il Pus è quella sostanza che si crea se una ferita va in suppurazione.
Il Pus è l'indistinguibilità di destra e sinistra quando, in Sicilia, si devono prendere decisioni sui privilegi ai politici e alle clientele locali.
Oggi l'Assemblea Regionale Siciliana è uno dei principali monumenti ai privilegi e ai costi della politica in Italia. Leggete il saggio per conferma. E le relative cifre in appendice.
E leggete le cronache su un qualsiasi pronto soccorso a Palermo, Trapani, Agrigento. C'è da aver paura.
La tesi del sopraddetto difensore civico è che ormai, sistemicamente, il Pus si è moltiplicato in Pui, Partito Unico Italiano.
Quando vi è da prendere decisioni, quasi tutte con leggine sottobanco o pre-ferie, sui privilegi per la casta si trovano unanimità e efficienze assolute.
Ma il caso dei lavavetri e dei fucili bossiani, e della tolleranza zero, mi fa sorgere il sospetto che si stia andando oltre.
Che il Pui stia generando una sorta di suo pensiero unico.
Parto da una semplice constatazione. La Casta, il libro, ha avuto un successo straordinario.
Non so quante ristampe a ripetizione, centinaia di migliaia di italiani pensanti lo hanno letto questa estate. Compreso Romano Prodi.
La Casta fa da base alle posizioni di Montezemolo. Basti leggere questa sua ultima lettera (a Veltroni?).
Risparmio il codazzo di repliche e di polemiche varie. Sui poteri forti o deboli.
La sostanza è semplice: il sistema politico, amministrativo e pubblico italiano (il fisco pesante ne è solo una conseguenza) è sotto accusa documentata.
Personalmente lo capii fin da quando, negli anni 70, furono create le Regioni, i mostri mangiasoldi.
A partire da quegli aborti amministrativi (a statuto speciale) sciagurati: Valle D'Aosta, Province autonome del Sud-Tirolo e poi Sicilia.
Vergogne nazionali che poi hanno infettato tutto. Leggete il libro, è chiaro.
Questo sistema non è compatibile con i tempi presenti, e soprattutto futuri. A meno di un principio ferreo: si spende solo in base agli introiti effettivi.
Salvo investimenti strategici (ma trasparentemente documentati).
E le Alpi, siano esse aostane o tirolesi, saranno le prime a capire il prezzo dei loro privilegi.
Così come sono le circoscrizioni, comuni, aziende pubbliche varie, provincie, comunità montane, regioni e ministeri centrali (con codazzo di autoblù e politicanti vari) che ci portano all'autodistruzione. Via paralisi e dissipazione di risorse.
Su questo concetto di fondo (di insostenibilità politica italiana) oggi troviamo una stranissima convergenza tra Montezemolo e Beppe Grillo.
Se ci pensate bene è incredibile (in apparenza). Invece c'è una spiegazione semplice: ambedue stanno facendo opposizione al sistema corrente dall'esterno della classe politica, della Casta, del Pui. E certi fenomeni macroscopici sono troppo visibili per essere negati.
Aumentano le tasse e aumenta la spesa pubblica, il deficit e il debito pubblico. Torchiati e mazziati, anno dopo anno, legislatura dopo legislatura.
Qui qualcosa di grosso non funziona e non ci viene detto. E sta qui.
Certo, ad ogni pur minima possibilità, il Pui non fa che aumentare le sue spese. Per comprarsi una rete di consensi altrimenti impossibili.
Bossi invece parla solo di fisco e non di Casta sottostante. E infatti la Lega ha avuto anche lei la sua libbra di carne di porco quando era al potere (come ben testimonia il saggio di Stella e Rizzo). Fa parte della Casta, a pieno titolo, ormai.
Esilarante la descrizione delle consulenze elargite dall'ing. Castelli. Il velista come D'Alema.
Bossi è quindi solo un demagogo dimezzato. Provoca, ma non è credibile più a nessuno.
Quello che invece avviene, per reazione, è che il Pui oggi fa quadrato sulla tolleranza zero.
Si comincia dai lavavetri, poi dai Rom (intervista dell'esimio ex-buonista Ueltron...) e poi la tolleranza zero dove arriverà?
Fino a vendere le autoblù di Totò Cuffaro, forse? O le regalie di Formigoni a Cl? Oppure gli emolumenti dei 200 mila politici che manteniamo, con connessi 400 mila trombati nelle aziende pubbliche, o le autoblu concesse ai nullafacenti presidenti di circoscrizioni, ai portaborse e reggipanza vari?
No, tolleranza zero verso i disperati. E nemmeno i racket che li sfruttano.
Domani forse verso gli italiani più deboli...
Uno dice: ma non si avverte, per caso, un piccolo puzzo di demagogia in questo blitz di un Ds fiorentino, tal Cioni (Benigni, ma non era il tuo amico di bar un po' scemo?)
Il sospetto viene. Come mai oggi, di fronte a un autunno che si annuncia tanto teso, tale messaggio?
E come mai l'immancabile appoggio dell'estrema destra della sinistra, tal Giuliano Amato, anche lui fiorentino?
Non so: un ministro dell'Interno fiorentino (ed ex presidente del Consiglio) che va in appoggio, con una inusuale lettera su un quotidiano, di un assessore per chiedere ordine oggi contro i deboli quando i problemi veri sono, e patentemente, ben altri?
Non puzza tutto ciò di (un po' disperate) manovre diversive?
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Voglio però essere, con uno sforzo disperato, benevolo e positivo.
Chiedo a Giuliano Amato, come ha promesso, di mobilitare i suoi prefetti del Sud per attuare il catasto degli incendi.
Per ogni sindaco siciliano, calabrese, campano e pugliese debitamente denunciato e sotto processo per aver lasciata esposta la sua terra ai criminali incendiari sono disposto ad accettare altrettanti lavavetri estradati.
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Il problema visibile a tutti (non disinformati), cari amici e compagni, è che l'Italia questa estate è andata mezza a fuoco al Sud.
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Legenda: questo blog usa la metafora del diario di bordo. E cerca di trovare le rotte giuste. Da parte di una piccola, antica nave esplorativa neutrale, ma non di meno ben organizzata...
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