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"Fratei forza al remo, demoghe addosso" La galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli nella giornata di Lepanto, dopo il disalberamento della prima linea turca da parte delle grandi Galeazze venete.
In un post precedente ho spiegato il perchè della rottura del solito ritmo di post su questo blog. Sto cercando di riflettere e capire.
Mi pare di essere giunto a una prima conclusione, in apparenza (ma solo in apparenza) paradossale. Il movimento di critica al berlusconismo, in realtà al sistema instabile e corrotto della seconda repubblica, ha fatto una vera vittima: non Berlusconi ma la sinistra.
Seguiamo la scansione dei fatti:
Ci fu Mani Pulite nel 1992, e il suo appoggio popolare.
Fu travolto il Psi, poi la Dc. Ma il Pci si salvò per un pelo. Nacque la Lega, dalla disintegrazione di questi partiti storici e con un progetto di radicale riforma dello Stato (in realtà quello che la Dc, negli anni 70, non ebbe il coraggio di fare) e, almeno inizialmente, un pieno appoggio a Mani Pulite.
Ci fu il Primo Berlusconi nel 1994 e l'opposizione giustizialista al suo tentativo di mettere tutto a tacere.
Nel 1996, con il ribaltone e il primo governo Prodi, ci fu la bicamerale e il primo tentativo di normalizzazione proveniente da sinistra (D'Alema).
Nel 1998 Prodi fu rovesciato da una congiura di Palazzo e cominciò il dalemismo di governo. Furono devastate Telecom e Alitalia. Fu rilanciata Mediaset.
Nel 2001 Berlusconi vinse alla grande. Nanni Moretti lanciò la sua maledizione da Piazza Navona: con questi dirigenti non vinceremo mai. Fu la stagione dei girotondi, di Marco Travaglio, di Michele Santoro e di Sabina Guzzanti.
Il movimento dei girotondi progressivamente si spense, restarono i blog (in crescita) a fare un po' di controinformazione, sotto il governo Berlusconi.
Nell'aprile 2006 il governo Berlusconi era logorato e cotto, dopo una serie di disastri. Nuove elezioni e vittoria strettissima del centrosinistra.
Un anno prima il testimone dei girotondi venne sostanzialmente raccolto dal blog di Beppe Grillo e dal suo crescente movimento intorno. Con una novità rispetto al passato. Mentre i girotondi facevano ancora riferimento alla sinistra questa nuova forma di opposizione non più.
Il governo Prodi si barcamena per due anni in un'azione solo di risanamento fiscale e di poco altro.
Il movimento di opinione indotto dal continuum Grillo-Santoro-Gabanelli-Travaglio cresce e raccoglie consensi, sempre più accesi, specie nell'area dei giovani precari e di lavoratori un tempo orientati a sinistra.
Si allarga un movimento di contestazione a tutto il sistema. Anche con libri come la Casta di Rizzo e Stella.
Le elezioni, improvvise, dello scorso aprile calano come una mazzata soprattutto sulla sinistra, specie la più debole e esposta al voto di opinione. Il voto di larghi settori popolari cerca un ombrello di protezione in partiti come la Lega.
Il Porcellum, quantomeno sui suoi sbarramenti elettorali, genera una drastica semplificazione politica e un governo tendenzialmente di legislatura. E' un sistema elettorale, piaccia o no, che si è legittimato. Basta una modifica sullo sbarramento Regionale al Senato e sul voto di preferenza e può anche durare.
Si entra, di fatto, in una Terza Repubblica.
La maledizione di Nanni Moretti si realizza pienamente. Le oligarchie del centrosinistra vengono travolte e oggi sopravvivono a sè stesse, in una posizione di impotenza, divisione interna e subordinazione. Alcune sono in via di scioglimento, vedi Rifondazione.
Beppe Grillo è stato la punta di diamante di questo processo storico. Ingigantito però e sospinto dall'insostenibilità intrinseca della Seconda Repubblica.
Grillo-Santoro-Gabanelli e Travaglio hanno, nei fatti, fatto (inaspettatamente) crollare la parte più fragile della Seconda Repubblica. Quel Pci che doveva cessare di esistere nel 1992 e che invece fu tenuto artificialmente in vita.
Per evitare allora il marasma. E forse un fatto traumatico. Ci dissero
Quel Pci che ha figliato da un lato una sinistra massimalista inutile come Rifondazione, un sindacato-casta, e un partito dei Ds (perennemente in crisi, anche di suo assetto finanziario interno, una sorta di Repubblica Italiana indebitata dentro la Repubblica italiana....) un partito evolutosi rapidamente in network degli affari e dei centri di potere dalemiani....
Quindi:
1) Era nelle cose, doveva succedere.
2) Ci sono dei paradossi interni alla vicenda storica che meritano ulteriori approfondimenti. Grillo, con la sua dichiarazione per l'astensione, ha nei fatti favorito questo ribaltone....
3) Siamo entrati un una Repubblica a Governo forte, avremo con ogni probabilità Berlusconi come prossimo presidente della Repubblica.
4) Allo stato attuale non c'è segnale visibile di un'alternanza possibile. Il Pd resta un partito (grosso) ma rappresentante di un'Italia sostanzialmente marginale e perdente:
....mentre è ancora preda del network dei soliti strutturali oligarchi di professione (da D'Alema a Rutelli, da Veltroni a Franceschini) che perdono e mai si dimettono.
5) La società italiana, lo scorso aprile ha votato (e non votato) sulla rabbia e sulla paura (ricerca di protezione ). I due campioni di questa tornata sono stati Beppe Grillo (la rabbia) e Giulio Tremonti (la paura).
Veltrini, con il suo sogno di serie b, è stato spazzato via.
6) Ora vedremo se la paura si trasformerà in fiducia. Con un governo in grado effettivamente di assicurare un svolta, anche se a suo modo.
7) Ora vedremo se la rabbia saprà trasformarsi in partecipazione e progetto politico. O si degraderà (anche questo è possibile) in una industria perenne della denuncia e dell'indignazione, gestita da una piccola casta: Grillo-Casaleggio-Travaglio-Di Pietro...... Partecipazione e progetto politico. Quelle due parole che il Pd ha calpestato.
L'unica cosa che mi sento di dire, con una certa sicurezza, è che il Pd, tra cinque anni dovrà presentarsi agli elettori completamente diverso da quello che è stato negli ultimi due, ed è oggi. Un partito marginale.
Oggi è fuori da tutti i giochi veri: di paura, di rabbia, di potere, di partecipazione e di progetto. Quindi inutile. Praticamente morente.
Non sono ottimista, ma almeno un filo logico l'ho cominciato a trovare.
Ieri sera ho sentito Mario Baldassarri in un confuso dibattito sulla Sette affermare che basterebbe un sistema di detrazioni fiscali incrociate all'americana per sconfiggere i 270 miliardi che ogni anno evadiamo al fisco, quindi per abbassare le aliquote un po' a tutti e far ripartire il Paese con un po' più di serenità e di protezione sul futuro collettivo.
Finora abbiamo avuto un sistema fiscale all'europea (niente detrazioni incrociate, dichiarazione secca e infine supposto controllo governativo) totalmente fallito. Un guerra di guardie e ladri disastrosa.
C'è un'altra via?
Spero quindi che Baldassarri faccia sul serio. E non abbia solo dato aria ai polmoni.
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