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"Fratei forza al remo, demoghe addosso" La galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli nella giornata di Lepanto, dopo il disalberamento della prima linea turca da parte delle grandi Galeazze venete.
A Ferrara ci sono alcune startup e un centro di ricerca. Lavorano sul fotovoltaico avanzato. Hanno già realizzato un prototipo industriale, il Rondine, che concentra il sole per 32 volte su un chip di silicio, tramite specchi a imbuto di forma particolare.
Questa è la prima generazione, ma ora stanno lavorando sulla seconda.
Bene, questi ragazzi sono esclusi dal conto energia, che invece finanzia solo sistemi fotovoltaici vecchi e di nicchia.
Questa tecnologia è 32 volte più potente di quella fotovoltaica oggi importata dalla Cina o dalla Germania. Perchè allora, mi domando, non va aiutata e incentivata?
Ma a Ferrara sta succedendo di più. Al petrolchimico (quello di Giulio Natta, un tempo il sancta sanctorum della chimica italiana) un gruppo di investitori e imprenditori ha avviato la Estelux per la produzione, via un impianto chimico, di polisylicon, la (finora scarsa) materia prima di base per le celle fotovoltaiche.
Prevedono di produrne 4000 tonnellate/anno dal 2010. Bene, se andassero nel fotovoltaico vecchio farebbero niente. Se invece andassero al fotovoltaico a concentrazione farebbero chip che ci daranno, e per decine di anni, diversi gigawatt.
Ci siamo messi a fare un giochetto, al convegno Sapio di presentazione a Ferrara. Ovvero stimare quanto costa questa filiera fotovoltaica vera:
- 400-500 milioni di euri per la Estelux, per 5 anni, e poi va avanti sulle sue gambe;
- 300 milioni di euri per un paio di fabbriche di alto volume (in Italia) di pannelli a concentrazione, Rondine e poi tricroici
- 200 milioni di euri per finanziare la ricerca ulteriore.
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I chip li fa St Microelectronics ad Agrate o a Catania. E ci guadagna. Il tutto poi cresce normalmente per competitività.
Gli specchi in plastica, i vetri dicroici li fanno già piccole aziende italiane (le prime pugliesi, i secondi in trentino) e la meccanica di precisione per noi è gioco facile (la Dea piemontese misura i micron con i suoi robot...)......
Totale: un miliardo di euri per la filiera di avvio del fotovoltaico vero italiano.
Confronto: una sola centrale nucleare alla Scajola ci costerà almeno quattro volte, sono soldi che andranno, in gran parte, a Edf e Areva francesi e non genereranno niente di nuovo. Salvo elettricità cara e scorie insostenibili.
Un miliardo sul futuro, per il 20% di energia elettrica al 2020 (e con profitti auto-alimentati e competitività di sistema paese) contro 40 miliardi minimi per 10 centrali nucleari (al 90% un puro costo per l'Italia).
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