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"Fratei forza al remo, demoghe addosso" La galera Gran Capitana di Venezia alla Galera Reale di Napoli nella giornata di Lepanto, dopo il disalberamento della prima linea turca da parte delle grandi Galeazze venete.

 


















































 

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  lunedì 17 novembre 2008





Il caso Ferrara


«Il risultato finale di un sistema tricroico a concentrazione e separazione spettrale sarà, nei nostri programmi, di alto rilievo strategico per il sistema Italia - continua Martinelli -. Le cifre attuali del fotovoltaico mondiale, a dispetto di tante enfasi, non sono buone. La risorsa base è il polisilycon, se ne sono prodotte circa 37mila tonnellate in tutto il mondo nel 2007 e forse raddoppieranno al 2010. Ma se anche immaginassimo di convogliare tutta questa produzione mondiale sul solo fotovoltaico italiano attuale otterremmo soltanto una produzione elettrica pari all'1-2% del fabbisogno elettrico nazionale. Una nicchia. A noi invece, con una concentrazione a 200 soli, e la separazione spettrale ad alta efficienza (tricroico) basterebbero 1.500 tonnellate all'anno di polisilycon, e quantità minime di metalli rari, per produrre sistemi capaci di coprire, ogni anno, ben il 10% del fabbisogno elettrico italiano. Con un risparmio di petrolio stimabile in 10 miliardi di euro».

Cifre grosse, ambiziose. Che a Ferrara già muovono investimenti industriali. Come la Estelux, che sta nascendo nel petrolchimico, che conta di produrre dal 2010 circa 4mila tonnellate di polisyslicon. «Se le destinassimo a celle tradizionali avremmo circa 500 megawatt di potenza di picco annua aggiuntiva - spiega Domenico Sartore, protagonista dell'iniziativa - pari a mezza centrale tradizionale. Ma se invece riusciremo a destinarli a sistemi fotovoltaici a concentrazione, come i Rondine della C-Power già esistenti (uno spin-off del gruppo di ricerca ferrarese), che raggiungono i 32 soli, potremmo tradurre queste 4mila tonnellate in ben 15 gigawatt di potenza di picco aggiuntiva annua, pari al 7,8% del fabbisogno elettrico italiano. Il che significa che in tre o quattro anni potremmo raggiungere l'obiettivo europeo del 20% in fonti rinnovabili. E con un consumo di spazio, stimato qui sulla provincia di Ferrara, pari al solo 2% della superficie non agricola».


Perdonatemi se cito due passi di un mio articolo comparso giovedì scorso su Nòva24. Ma mi serve per fare un ragionamento piuttosto preciso.

Anche per dare corpo ai due post precedenti.

A Ferrara ci sono alcune startup e un centro di ricerca. Lavorano sul fotovoltaico avanzato. Hanno già realizzato un prototipo industriale, il Rondine, che concentra il sole per 32 volte su un chip di silicio, tramite specchi a imbuto di forma particolare.


http://blogs.it/0100206/images/rondine_gen1_new.png

Questa è la prima generazione, ma ora stanno lavorando sulla seconda.

Bene, questi ragazzi sono esclusi dal conto energia, che invece finanzia solo sistemi fotovoltaici vecchi e di nicchia.

Questa tecnologia è 32 volte più potente di quella fotovoltaica oggi importata dalla Cina o dalla Germania. Perchè allora, mi domando, non va aiutata e incentivata?

Ma a Ferrara sta succedendo di più. Al petrolchimico (quello di Giulio Natta, un tempo il sancta sanctorum della chimica italiana) un gruppo di investitori e imprenditori ha avviato la Estelux per la produzione, via un impianto chimico, di polisylicon, la (finora scarsa) materia prima di base per le celle fotovoltaiche.

Prevedono di produrne 4000 tonnellate/anno dal 2010. Bene, se andassero nel fotovoltaico vecchio farebbero niente. Se invece andassero al fotovoltaico a concentrazione farebbero chip che ci daranno, e per decine di anni, diversi gigawatt.

.....potremmo tradurre queste 4mila tonnellate in ben 15 gigawatt di potenza di picco aggiuntiva annua, pari al 7,8% del fabbisogno elettrico italiano. Il che significa che in tre o quattro anni potremmo raggiungere l'obiettivo europeo del 20% in fonti rinnovabili. E con un consumo di spazio, stimato qui sulla provincia di Ferrara, pari al solo 2% della superficie non agricola».

Poi Martinelli e il suo gruppo stanno lavorando, ormai a stadio avanzato, a un sistema ad alta efficienza e  200 soli. Ancora più avanti:

....A noi invece, con una concentrazione a 200 soli, e la separazione spettrale ad alta efficienza (tricroico) basterebbero 1.500 tonnellate all'anno di polisilycon, e quantità minime di metalli rari, per produrre sistemi capaci di coprire, ogni anno, ben il 10% del fabbisogno elettrico italiano. Con un risparmio di petrolio stimabile in 10 miliardi di euro».

Ci siamo messi a fare un giochetto, al convegno Sapio di presentazione a Ferrara. Ovvero stimare quanto costa questa filiera fotovoltaica vera:

- 400-500 milioni di euri per la Estelux, per 5 anni, e poi va avanti sulle sue gambe;

- 300 milioni di euri per un paio di fabbriche di alto volume (in Italia) di pannelli a concentrazione, Rondine e poi tricroici

- 200 milioni di euri per finanziare la ricerca ulteriore.

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I chip li fa St Microelectronics ad Agrate o a Catania. E ci guadagna. Il tutto poi cresce normalmente per competitività.

Gli specchi in plastica, i vetri dicroici li fanno già piccole aziende italiane (le prime pugliesi, i secondi in trentino) e la meccanica di precisione per noi è gioco facile (la Dea piemontese misura i micron con i suoi robot...)......

Totale: un miliardo di euri per la filiera di avvio del fotovoltaico vero italiano.

Confronto: una sola centrale nucleare alla Scajola ci costerà almeno quattro volte, sono soldi che andranno, in gran parte, a Edf e Areva francesi e non genereranno niente di nuovo. Salvo elettricità cara e scorie insostenibili.

Un miliardo sul futuro, per il 20% di energia elettrica al 2020 (e con profitti auto-alimentati e competitività di sistema paese) contro 40 miliardi minimi per 10 centrali nucleari (al 90% un puro costo per l'Italia).

Vedete Voi.


http://blogs.it/0100206/images/compass2.gif  Quaranta volte più conveniente.






Che ne dici? []

6:33:10 PM    


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