Top 100
Giovedì, 21 novembre 2002 - 8:35:54 PM
Ringrazio il duo Polaroid per aver indirettamente risollevato questa grigia giornata. In realtà mi hanno semplicemente segnalato che Pitchfork ha pubblicato una top 100 degli album più significativi degli anni '80. Quale occasione per esercitare la memoria e incazzarsi un pò. Cominciamo col dire che Pitchfork è una webzine americana. Il che spiega la presenza in posizioni altissime di un buon numero di dischi rap su cui non discuto in termini assoluti, ma che vedere lassù fa semplicemente sorridere.
Dei primi dieci io terrei solo The Queen is Dead, Rain Dogs e Remain in Light. Daydream Nation dei Sonic Youth, che svetta al primo posto non è il mio preferito dei newyorkesi, anche se riconosco la sua qualità di album seminale.
Tra quelli maltrattati in maniera clamorosa tre gridano vendetta: Disintegration (38), Synchronicity (55) e Blue Bell Knoll dei Cocteau Twins (81). E tutto sommato meritavano sorte ben migliore anche The Joshua Tree (30) e Appetite for Destruction (59).
Per concludere due ferite non rimarginabili. L'assenza totale di Clash e Style Council/Paul Weller. Dei primi: Combat Rock non è London Calling (1979), va bene, ma almeno tre pezzi dell'album lo dovrebbero proiettare di diritto come minimo tra i primi trenta. Dei secondi: Cafe Bleu è un capolavoro assoluto, scandaloso che sia sfuggito. Ed ora per dispetto vado ad ascoltarmi sedici volte di fila You Do Sometthing to Me (che è di Paul Weller ed è del '95, ma fa lo stesso).


