Elogio del nastrone
Venerdì, 13 dicembre 2002 - 10:18:00 PM
Molti miei amici attingono volentieri (aaaarghh!) alla raccolta di 9 giga di MP3 che ho messo su in tre anni di duro e selvaggio download. Solo che fanno gli schizzinosi. Ti chiedono: "Li hai i Joi Division?". "Si, sei o sette pezzi". "Ah, io volevo tutto Closer". Chiaro il concetto? Loro vogliono solo un LP intero. Detestano raccolte, misti e pout-pourri. Io, invece, dichiaro qui, solennemente, la mia appartenenza al PDN: il Partito del Nastrone. Qui tra i blogs, la guida del PDN è saldamente in mano al duo Polaroid, della federazione di Felsina: gli unici che il Nastrone lo fanno con amore e per missione e non per cazzeggio. Bene, a me piace da sempre farmi i Nastroni (oggi si dovrebbe dire CDONI, ma è orribile). Si tratta di imprimere un momento speciale, fatale o idiota della tua vita, concentrarlo in dieci canzoni di AAVV. Slegate. E' una cosa a suo modo creativa. Sono dischi umorali, che durano quanto uno stato d'animo. Li metti da parte, te ne scordi, ma prima o poi quella condizione mentale tornerà e il vecchio Nastrone ricomincerà a girare.
Quello di stasera inizia(va) con Seventeen dei Sex Pistols. Sarà stato dieci anni fa.
Ah, su quasto nastrone dei Polaroid c'è una chicca di quelle davvero valide: Say hello to the Angels degli Interpol.
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Farla alla giapponese
Venerdì, 13 dicembre 2002 - 3:46:08 PM
In questi giorni sono sempre più preso dalla mia prossima avventura giapponese. Dopo il sex-slang, ho ritenuto opportuno informarmi sulle loro toilette. Farla in uno di quei cosi deve essere realmente difficile. Per fortuna ho trovato un'utile guida all'uso.

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Forza Blog 2
Venerdì, 13 dicembre 2002 - 1:09:22 PM
Ho ricevuto due mail un pò piccate per la canzonatura del sito dell'on. Palmieri. Uno dei mittenti mi ragala persino il prestigioso epiteto di "solito comunista". Vado al sodo. Non ho nulla contro l'on. Palmieri. Ci mancherebbe, è sicuramente una persona rispettabilissima. Soltanto ho notato una contraddizione. Capisce di InternèT, ne fa il perno della sua attività politica e poi partorisce il calenDiario. Che nelle sue intenzioni dovrebbe essere un punto di contatto con gli elettori del collegio. Piccola osservazione: ma a Cantù sono così tonti da non intuire che il loro rappresentante raggiunge Roma con l'aereo? O che nella Capitale è spesso impegnato in riunioni e sedute? C'era bisogno di un sito web per esplicitarlo? Non esistono modi di comunicazione più vivi verso gli elettori di un semplice cut and paste da Outlook? L'onorevole potrebbe dirci, ad esempio, perchè ritiene importante che un comitato vigili sui libri di storia. Oppure (e sarebbe una cosa utile) spiegare ai suoi lettori come funzionano i lavori parlamentari. Mi fermo qui. Mi pare che ora sia più chiaro: frizzi e lazzi erano rivolti ad un uso della Rete un pò riduttivo, ben distante dalle intenzioni espresse. In questo, c'è da dirlo, l'on. Palmieri ha ottime compagnie in tutto l'arco costituzionale.
Insomma: a mio modestissimo avviso su queste cose le mezze misure sono solo un danno, non servono a niente. O le fai bene o non le fai proprio. Il rapporto elettore-eletto in una democrazia è cruciale: merita uno sforzo di fantasia, apertura e trasparenza ben diverso.
UPDATE: e con questo post-mattone farò scappare sicuramente la valanga di lettori che Luca sta convogliando su questo piccolo sito. Troppa grazia. Anche un pò immeritata.


