Sulla validazione

Giovedì, 26 dicembre 2002 - 5:11:58 PM

Scorribanda post-natalizia per adepti del codice. Ho passato due orette di questo piovoso pomeriggio a rivedere il codice del blog. L'obiettivo era quello di rendere questa pagina valida, conforme agli standard del W3C. Manca ancora una cosa piccola piccola, ma che non dipende dalla mia volontà. Questo è il risultato della convalida. Non fatevi impressionare da quei 68 errori. In realtà si tratta di uno stesso bug che si ripete per 34 volte. E' causato da una macro di Radio Userland, per l'esattezza quella che gestice il funzionamento dei permalink: la famigerata, ormai, radio.macros.imageref. Perché una pagina XHTML sia valida è necessario che ogni elemento sia chiuso. E' una regola derivata da XML. Perché questa pagina sia valida basterebbe che qualche anima pia a Userland modificasse la macro in modo da far chiudere il tag ‹img› secondo gli standard, così, "/>" (problema da tempo evidenziato). Quello che penso è questo. Nell'ambiente che gira intorno a Userland ci sono fior di programmatori, gente validissima, innovatori e utopisti. Possibile che persone tanto attente agli standard, a XML etc. non abbiano sentito il problema della generazione di codice pulito e standard? Il caso della macro di cui parlavo è solo uno, quello limite e per me irrisolvibile. Per arrivare a questo risultato parziale ho dovuto combattere un bel po'. Dove ho potuto sono intervenuto, tamponando anche alcuni comportamenti francamente assurdi del programma. Se qualcuno ascolta questo grido di dolore, si faccia avanti.

E veniamo all'aspetto generale del problema. Io sono convinto che il codice con cui è scritta una pagina non sia una variabile indipendente. Scrivere pagine pulite e aderenti agli standard è un bene per tutti. Vi rimando a queste osservazioni di Maurizio Boscarol e al sito del Web Standard Project per ulteriori approfondimenti. Proprio l'azione del WASP ha fatto compiere enormi passi in avanti su questa via: software in grado di produrre codice valido, progettisti più consapevoli, attenzione all'accessibilità. Poi sono venuti i blog. Ovvero, per certi versi, il web per tutti. Cosa dicono tutti quelli che offrono servizi di publishing online? Cinque minuti e sei in linea. Non importa conoscere HTML. Giusto. Nessuna obiezione su questa prospettiva. Sarebbe assurdo che l'ignoranza di un linguaggio fosse un freno per l'espressione di idee. Ma è proprio per questo che le aziende impegnate nel settore hanno una grande responsabilità. Devono essere in grado, con meccanismi semplici, di coniugare facilità d'uso e rispetto degli standard. L'esempio di prima mostra che non è difficile. Spesso è questione di una volgarissima slash. La diffusione macroscopica dei weblogs è per molti versi un enorme avanzamento per la Rete. Che lo sia anche su questo aspetto.

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