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domenica 25 giugno 2006 |
Lifting di Ilaria Ventura
Qualcuno ti convinca / ad uscire tutta indenne
Dall’ultimo ritocco / mia ultracinquantenne
Non servono restyling / ti trovo assai piacente
Provata nel profondo / eppure sorridente
Nell’ultimo tuo lustro / t’ho vista minacciata
Eppure con la tempra / di uscirne rinforzata
T’han detto ch’eri vecchia / onesta e sedentaria
T’han reso clandestina / tu ch’eri passionaria
Vabbé la menopausa / ok l’osteoporosi
Hai quasi sessant’anni / caparbi e coraggiosi
Son centrotrentanove / le rughe d’espressione
A disegnar sul volto / umana perfezione
Quei solchi son piacenti / e son la tua coerenza
Così t’ho conosciuta / son la tua quintessenza
Sarò forse malato / ebbene, li ho contati
A loro ho dato un nome / li ho tutti inventariati
La centodiciassette / è ruga d’uguaglianza
abbozza sul tuo volto/ civile fratellanza
La centotrentacinque / è ruga di giustizia
Il tuo sorriso onesto / delinea con dovizia
Punture assai precise / dell’ultimo assassino
Di un piccolo estetista / del re del botulino
Ti entran sottopelle / promettono bellezza
Eppure son veleno / non certo giovinezza
Non farti abbindolare / da odi d’apparenza
Di beceri chirurghi / puoi anche farne senza
Non farti circuire / da chi ti vuol cambiare
La tua perseveranza / ancora sa ammaliare
Ascolta un vecchio amante / ti prego resta uguale
Ti prego non tradire / quel piglio assai speciale
Signora, dammi retta / sorridi alla Nazione
Lo sai quanto sei bella / Lo sai, Costituzione ?
Lifting è una "canzone" nata dal mio senso civico e pensata addosso ai Mercanti di Liquore
2:05:32 PM
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domenica 15 gennaio 2006 |
Tante mamme, tante nonne. Troppe. La sensazione è stata bellissima, impagabile. Un fiume di donne di tutte le età, incazzate il giusto, chi più chi meno. Ma desiderose di esserci. Dovunque ti giravi, donne. Dietro lo striscione rosa "Le Donne di Verona" il Coordinamento Donne DS, le donne città futura, il filo di Arianna, la sottoscritta. Altrove La Chimica, la Cgil Verona, la rosa nel pugno, le Priscille. Eravamo tante. E chissà quante altre indipendenti, come me, di cui non ho notizia.
Lella Costa, in collegamento audio da Roma, è stata a dir poco struggente. Non ci era concesso vederne il volto, ma dal tremore della voce, pur sempre tenace, avrei giurato piangesse, mentre diceva a chi di dovere che alle donne non piace abortire.
Titti Valpiana, lunedì scorso al centro Marani, è stata molto chiara nello spiegare alle donne di Verona cosa significhi toccare la 194: non eliminarla, certo, ma svuotarla, depauperarla, definanziarla. Ognuna ha maturato una sua prospettiva, un suo razionale di adesione. La mia non è stata una presenza contro Storace, ma per l'adeguato finanziamento della sanità, qualunque sia la voce di spesa. La mia non è stata una presenza abortista, ma per il diritto ad una sperimentazione dei farmaci equa su tutto il territorio nazionale. La mia non è stata una presenza contro il Vaticano, ma per la separazione tra etica e diritto.
Resto un po' delusa per l'assenza delle mie amiche più care. A parole tutte sul pezzo, ma nei fatti maggioranza silenziosa, come canterebbero gli offlaga.
12:13:21 PM
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venerdì 13 gennaio 2006 |
La Coop sei tu I valori della cooperazione sono fortemente in discussione. Se penso solo a quello che mi è capitato al supermercato di recente, mi accorgo che la crisi è capillare.
Ma la priorità è un'altra ora. Domani sarò in corteo. Non ero certa di andarci. Poi ho sentito Ratzinger argomentare il suo no alla RU486, sintetizzabile così: Donna, abortirai col dolore. Ottimo esempio di carità cristiana. Appuntamento domani ore 14 in piazza Duca d'Aosta a Milano.
10:37:41 PM
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sabato 7 gennaio 2006 |
Desideravo da tempo vedere questo spettacolo. Un lungo servizio sul settimanale diario mi aveva conquistata,insieme all'interessante sintesi a cura di Barbacetto. Così eccomi all'Elfo, con Catya e Roberto,negli ultimi giorni di rappresentazione. Confesso, in fondo in fondo ero un po' perplessa... insomma, una pièce di Dario Fo, trent'anni dopo e senza Dario Fo... Invece - ecco la grandezza di Dario Fo - ci siamo trovati davanti ad un spettacolo senza tempo, attualissimo. Intelligente la regia, bravissimi gli attori. Insomma, trentasei anni dopo, una doverosa spolverata alla memoria, guidata e promossa con spasso, divertissement e acume. C'era una bella atmosfera a teatro. La stessa sensazione che si prova al festival della letteratura di Mantova. Come se l'essere umano cercasse istintivamente, la similitudine. Forse qui si cercava la memoria, se non l'affermazione della verità e della giustizia.
Uno Stato forte e credibile sa afferrare e sopportare la verità. Se è spaventato dalla verità, quello Stato rinuncia a se stesso, si indebolisce, perde, si dichiara sconfitto. (…) Soltanto la verità potrà fermare il tremore delle mie mani, restituirmi una quiete capace di tenere lontani i ricordi. Voglio conoscere la verità. Non mi interessa la punizione dei colpevoli. Non mi piacciono le prigioni, non è in prigione che i colpevoli comprendono la natura dei propri errori. Per me giustizia è la consapevolezza degli uomini di che cosa è accaduto.
Licia Pinelli, maggio 2002
12:46:42 PM
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sabato 31 dicembre 2005 |
Letture sotto l'albero Una settimana di vacanza. Che fare, se non leggere ?
Passami il sale Clara Sereni, BUR, 2004 Sicuramente non all'altezza di Casalinghitudine. A tratti pesante e ripetitivo come la vita della protagonista. Per me (non so per la Sereni...) dimostrazione romanzata - sviluppata in tempi non sospetti - di quanto inutili, controproducenti e veterofemministe siano le quote rosa. Servono le scuole di partito ed i fondi per la famiglia, non le oasi faunistiche protette in emiciclo. Merda !
Il privilegio di essere un guru Lorenzo Licalzi, Fazi editore, 2004 Spassoso, spassosissimo. Mi fa drammaticamente pensare ad una persona e mi vien da dire: ma questo non è un romanzo, è un documentario ! A Clara, che ha avuto la fantasia di regalarmelo, un grazie per la leggerezza, il disincanto e l'ironia che questa lettura (del romanzo, ma non solo...) mi ha lasciato.
Atomico Dandy Piersandro Pallavicini, Feltrinelli, 2005 Fa una certa impressione leggere un romanzo ambientato nella tua città natale, riconoscerne l'aderenza ai luoghi, la fedeltà alle geografie cittadine. Il disegno del protagonista è geniale, decisamente dandy e compiaciuto, sopra le righe. Il che stride ancora di più con la città che fa da sfondo, che è sempre compliant, sempre inadeguata, sempre sotto tono.
Ed ora attacco... Nordest, di Massimo Carlotto, e/o edizioni, 2005
2:33:34 PM
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venerdì 30 dicembre 2005 |
Carramba che sorpresa La serata di ieri al pub è stata a dir poco surreale. Laila era in forma. Etilica e incazzata. Così prima si è scagliata contro il suo capo, poi contro una situazione che stiamo vivendo, con tanto di documentazione a supporto, infine ha fatto confluire le sue pessime energie su Franchino, snocciolandogli come in un rosario delle disgrazie, il ricordo di alcuni suoi flirt. Il tema era: gli scheletri nell'armadio del buon Franco. Franco era anche lui sufficientemente etilico per tollerare quei vespri senza avventarsi sulla giugulare dell'Ila. Io mi divertivo e ancora non sapevo che la nemesi era dietro l'angolo. Compare lui. E si unisce a noi. Lui, un mio tentato-flirt di dieci anni fa. Anzi più che flirt, direi flop. Faccio di tutto perché non mi riconosca. Ma lui mi guarda insistentemente. Poi chiede che ripeta il mio nome. E dice: ma noi ci conosciamo vero ? Temo di sì, rispondo. Lui - bello come 10 anni fa, anzi pure meglio - continua a guardami e, a giudicare dalla mimica facciale, gli riaffiorano ricordi. "Sai, piano piano mi tornano in mente alcune cose". Proprio quello che temevo. Mi fa qualche domanda. Cosa faccio, dove lavoro, dove abito. A Veronaaaa? Sì da due anni. Con la tua famiglia ? La mia famiglia la vedi tutta davanti a te. Laila, che ha subodorato retroscena piccanti, rompe i co---oni: Ma vi conoscete ? Come vi siete conosciuti ? Io spazio su tutto lo scibile pur di cambiare discorso.
<<Ila, credo di averci avuto una mezza storia, 10 anni fa. Ma ero giovane allora...>> Laila, acuta e lapidaria. <<Ti ha richiesto il numero di telefono ?...>> Mmmhh... <<Sì...>>
12:57:15 PM
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mercoledì 28 dicembre 2005 |
Il privilegio di essere Zia
Non solo neve, bufera di neve. Quelle nevicate invalidanti che ti costringono chiuso in casa. Ho un sospetto. Tutta colpa di mia nipote. Se ieri sera avesse fatto il suo dovere di geisha - come da tradizione - con Mastro Lindo, avremmo avuto il sole. Invece forse ha voluto fare l'originale, la preziosa. Ed ecco la neve. Mastro Lindo l'ho conosciuto ieri sera. Mastro Lindo è notevole. Belloccio, simpatico. Denota proprietà di linguaggio, conoscenza dei modi galanti e padronanza dei modi complessi (condizionali e conguntivi). Un Q.I. sopra la media degli attachment di mia nipote. Non che ci voglia molto. Ma in questo caso il delta cognitivo è statisticamente significativo. Di norma mia nipote frequenta sottospecie di Ranzani della bassa padana. Un mobiliere di Cantù col porche cayenne turbo sarebbe già un passo avanti: un uomo che almeno lavora. I Ranzani di cui sopra, invece, non si capisce mai che lavoro facciano e pertanto da dove arrivi il cayenne turbo. Mia nipote è una che si commuove davanti ad una saponetta di Gucci. Mia nipote crede che la 194 sia una linea dell'ATM. Mia nipote si vergogna di me. Insomma, prima di uscire si accerta telefonicamente di come io intenda vestirmi, temendo che la Zietta arrivi nei locali "bene" che lei ama frequentare vestita da Genova Social Forum. Mia nipote è una che si prepara quattro ore per andare a bere un caffé in Cremeria, sei ore per un aperitivo al Minerva. Non fa nulla per non farsi notare. E rientrando a a casa però bofonchia sempre "Che città dimmmerda. Tutti che si fanno gli affari tuoi".
Capriccio delle 15:22 - Voglio tornare a Verona ! Lì non nevica ...
Menzione d'onore per le Ladies
Clara è un mito. Qualche giorno fa ci ha invitate a cena a casa del suo uomo senza consultarlo e disponendo che lui arebbe preparato con amorevole cura le pizze per tutti, alla luce delle riconosciute doti culinarie e relazionali della sua metà. Unico uomo e per giunta messo di corvée a casa sua, si è beccato subito un soprannome: il Panda. Insomma, è raro che un maschio italiano di circa 40 anni davanti a una cosa simile non ti mandi affanculo. Se non lo fa, è degno di comparire nell'album di figurine del wwf. Nella divisione dei compiti residuali (vino e dolce), m si chiede di procurare germogli di soia per il panda. Il fatto è che di Clara, sempre così lucida e lapidaria, non capisco mai quando scherza e quando no. Stavo già per andarli a comprare. La cena è saltata causa neve. Laila propone di vederci sempre stasera al Turista, noto bar infame sulle rive del fiume. Ila, ma come ci arrivi al Turista? Con la nazionale giamaicana di bob ?
3:03:12 PM
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domenica 25 dicembre 2005 |
Burning Christmas io non riesco a parlare e nemeno a svenire io brucio io non riesco ad uscire da me non mi basto io brucio sono come una foto sfocata sbagliata malriuscita io brucio brucio brucio
E' bastata una disattenzione, gesti inusuali (un brucia-essenze acceso e l'aria compressa per pulire il PC) e per di più contemporanei, e mi sono trovata una torcia umana. I capelli completamente avvolti dalle fiamme. Il volto pure. Fiamme arancio e blu, ma lievi, tiepide, aeree. Mi hanno circondato la testa e si sono spente sotto la furia delle mie mani. E' stata una sensazione bruttissima, cui ha fatto seguito la levità di una disgrazia scampata. Sorvoliamo sulla pettinatura decisamente new age che ne è uscita, infierendo sul recentissmo e amorevole taglio fatto dal mio parrucchiere veronese Rodolfo. Ho perso i capelli attorno al volto, ma anche le ciglia e parte delle sopracciglia. Sembro un ogm uscito dall'incrocio tra Luciana Littizzetto e Pierluigi Collina. Che peraltro sono già brutti presi singolarmente... Mia madre è preoccupata. Stasera c'è gente a cena e la puzza di pollo spiumato sui fornelli davvero intensa. Azz... doveva essere grosso e peloso, il pollo - penseranno gli ospiti. "E io che avevo cucinato ieri per non avere odori in casa" Beh,diciamo che se per caso non avessi tolto il pile un'ora prima per indossare un maglione 100% cachemere, forse ora non avrei potuto raccontarvelo. Le pulizie... si fanno a Pasqua.
6:54:05 PM
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sabato 24 dicembre 2005 |
Trascino La-Ila e Greta alla Casa 139 per il concerto di Fabrizio Coppola. Ci troviamo a Milano con una loro amica, che assomiglia neanche troppo vagamente a Olivia. In attachment arrivano anche il fidanzato - più simile a Pisellino che a Popaye - ed una pittima, rigida, totalmente priva di senso di adattamento e di intelligenza sociale, che ha fatto innervosire subito La-Ila, a cui prudono le mani. Poco importa: non siamo certo lì a dar retta a minus habens che voteranno con tutta probabilità Letizia-Moratti-sindaco-mettiamo-ordine. Siamo lì per Fabrizio, Alessandro, Corrado, Fabio e Paolo.
L'atmosfera è festosa, il posto molto carino. Prima dell'inizio del concerto incontro 2/3 della band (Corrado e Ale, con Sara), che si ricordano del nostro incontro lo scorso novembre, apprezzano il viaggio Verona-Milano per ascoltarli e si danno da fare per metterci a nostro agio. Per la stessa ragione Fabrizio ci dedica Volontà. Dopo un'intro piacevole dei Kech, ecco Fabrizio e quelle note che ora mi sono familiari. Il gruppo trasmette passione e coinvolgimento, i brani di Una vita nuova sono intensi, come sempre. Corrado si lascia incantare dal pianoforte e abbandona a tratti le tastiere. Alessandro si muove trascinato dal suo stesso basso. Fabio è tutt’uno con la sua batteria e la chitarra acustica di Simone completa l’ensemble. Fabrizio è accattivante in Tutto resta uguale, compiaciuto in Cerco ancora te, duro quanto basta in Non mi aspetto niente, struggente in Radici e... decisamente sexi quando suda, macchiando la T-shirt grigia. Chiude il set, Fabrizio, con un vibrante tributo a Nick Cave, per poi dar spazio ai saluti natalizi. Come back to me Come back to me O baby please come back to me... Per finire davvero, auguri a più voci, con Giovanna dei Kech. In quel contesto, con l'atmosfera creatasi, anche la più trash delle canzoni di natale, che sembra rubata ai film grossier di Neri Parenti prima ancora che al repertorio degli Wham, sembra assumere la capacità di sintetizzare un augurio mutuo, corale, divertito e sentito, tra tutti i presenti.
Merda-merda-merda, ragazzi. Che il 2006 vi regali tutte le soddisfazioni e le opportunità che vi meritate. Ci rivediamo a Brescia il 7 febbraio.
11:45:27 AM
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domenica 18 dicembre 2005 |
Lunedì-venerdì. E' la solita storia uovo-gallina. Settimana di lavoro intenso e diverso, tanto stancante quanto divertente. Mi sono trovata a fare la Daria Bignardi de noantri, su e giù per l'Italia a proporre interviste barbariche a clienti e colleghi, per raccogliere testimonianze sulla indiscutibile bontà del nostro operato. Con flemma tremante, un collega mi dice "sono molto preoccupato per questo clima di autocelebrazione e d'incensamento che ci stanno imponendo. La mia esperienza dopo anni di aziende è che alle celebrazioni segua il disastro...". Effettivamente, guardando a ritroso la mia seppur breve vita nelle aziende, è proprio così. Merger, mobilità o semplici ristrutturazioni "al ribasso" seguono a stretto giro le classiche convention, dove immancabilmente viene chiamato ad intrattenere le folle Enrico Bertolino. Che sia lui a portare sfiga ? Un po' come Guido Bertolaso: la sua comparsa sul luogo del disastro è così tempestiva che non sai mai arrivi prima lui o le catastrofi ambientali...
Sabato sera cena da Greta. 139-194. Organizzata a distanza in settimana tramite quintali di e-mail di distribuzione compiti: a Clara l’onere dell’affettato, a me l’onore del vino, a Ilaria quello di un tiramisù spettacolare e alla padrona di casa la promessa di un pollo al curry. Ormai è raro uscire a cena, poter parlare di tutto a tavola e sentire rumore di cervelli che funzionano, brusìo di sinapsi. Una sensazione che non provavo da almeno un mese… Si conclude con due appuntamenti in vista. La festa di Natale alla Casa 139 e la manifestazione del 14 gennaio per la 194. Condividiamo la volontà di partecipazione, la perplessità per l’alta età media delle donne che hanno preso parte alle riunioni preparatorie (preoccupazione per l’apatia delle giovani, s’intende…) e l’aberrazione del dover scendere in piazza ventott’anni dopo, per ribadire diritti già sudati da chi ci ha precedute.
12:30:10 PM
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giovedì 8 dicembre 2005 |
Fabizio Coppola 22 novembre 2005. Una piacevole scoperta, Fabrizio Coppola.
Arrivo a Sommacampagna troppo in anticipo, come sempre. Scopro Villa Venier, un edificio fascinoso in un parco che il buio rende decadente quanto basta. Entro nell'edificio più basso, si direbbe una dependance, dove ha sede Lucignolo. Dietro la tenda, una lunga tavolata di volti interessanti, alcuni attenti alla mia intrusione, altri distratti. Un gruppo consolidato. Confesso, per qualche minuto mi sento un chiodo nel culo del circolo, ma l'accoglienza dei ragazzi scioglie presto questa sensazione. Forse, anche merito del Valpolicella e della mia scarsa tolleranza etilica. Le splendide S. e M. si muovono decise tra i fornelli e il frigorifero. Si innaffia di rhum una torta di pasta frolla irresistibile. Finisco il preconcerto lavando i piatti con M. e G. E comincia l'ora della musica. L'atmosfera è sciolta, familiare, confidenziale. Da unplugged. Ci stringiamo in cerchio attorno al gruppo, in religioso silenzio. Fabrizio e i ragazzi regalano una scaletta ben articolata, brani che anche per me, al primo ascolto, non risultano né esranei, né spigolosi. A fine serata, quattro parole con Fabrizio e Corrado, in un salotto delizioso, dove campeggia uno specchio enorme. Sono le due. Riprendo l'auto e porto a casa il ricordo di un'esperienza musicale ed umana decisamente piacevole in attesa del 23 dicembre, per il prossimo appuntamento con Fabrizio Coppola alla casa 139 a Milano.
Oggi, sul web, scopro con sorpresa la stessa serata, vista da Fabrizio...
1:27:57 PM
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mercoledì 7 dicembre 2005 |
Banale, ma vero.. Cito a memoria:
"Le donne sono fatte così. Prima hanno una pazienza infinita. Poi, ad un certo punto, non ce ne hanno più". (StefanoTassinari, L'amore degli insorti)
10:25:10 PM
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domenica 4 settembre 2005 |
La mostra dell’abbandono
Se non fossi da anni un'habituée delle mostre mercato promosse a Sartirana, avrei chiesto i danni o, almeno, la restituzione dei soldi del biglietto (6 €).
Sartirana Lomellina, Vivere al Naturale, ore 20.30, sabato sera. A dispetto dell’orario di chiusura dichiarato (ore 23), gli stand aperti erano pochi. Aria di dismissione generalizzata e poco rispetto per il pubblico pagante. Afflusso e tenore in picchiata, rispetto alle passate edizioni.
Non entro nel merito delle responsabilità (ente promotore o singoli espositori) ma sono certa che si sia innescato un pericoloso volano di recessione (culturale, turistica ed economica) che andrà a minacciare le future edizioni. Se così è, non tornerò io come non torneranno gli espositori, che investono per essere presenti. E pensare che ho fatto oltre 200km per esserci. Lascio ancora una volta la provincia in cui risiedo ma non vivo con un po’ di amarezza, per l’eterna incapacità di marketing del territorio.
1:45:50 PM
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sabato 25 giugno 2005 |
Fuga dalle galassie
Tutte le sere mi incazzo. Arrivo trafelata dopo 10 ore di lavoro al centro commerciale Galassia di S. Giovanni Lupatoto ed entro per piccole spese. Pane, insalata, yogurt. Riuscire a reperire un cestino per gli acquisti è un'impresa, volutamente figlia di un disegno di marketing un po' becero. Quello di disporre di una dotazione di cestini assolutamente sottostimata ed inadeguata al flusso di clienti; di non raccoglierli per farli trovare all'ingresso ma di lasciarli volutamente all'ultima cassa al lato opposto del supermercato. Così tu, o cominci la tua Parigi Dakar tra le casse per recuperarne uno - sciacallando altri single già in coda in cassa - o cedi, e prendi un carrello. Inevitabilmente comprando più cose di quante te ne servano realmente. Da domani spesa al Galassia nei sacchetti dell'Esselunga di corso Milano.
7:24:21 PM
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sabato 19 febbraio 2005 |
Dacché abito in questa città, adoro avere gente a cena. Sarà mica che ha ragione Virginia Woolf ?
"Oh Mrs Dalloway, sempre ad organizzare feste per coprire il silenzio..."
4:12:41 PM
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domenica 28 novembre 2004 |
Hatu per tu col ministro Sirchia 20 ottobre 2004 Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia firma de iure l’Ordinanza che riduce il prezzo dei vaccini antinfluenzali in vendita nelle farmacie.
26 ottobre 2004 Il Ministro Sirchia incontra i produttori di latti per l'infanzia al fine di richiedere l'abbassamento dei prezzi dei prodotti alimentari per l'infanzia.
4 novembre 2004 Per l'ennesima volta nel corso del 2004, il Ministro Sirchia incontra il Direttore Aifa per perseguire la riduzione del prezzo dei farmaci fascia C
Oggi, 28 novembre 2004 Al convegno Anlaids gli attivisti segnalano al Ministro l'alto costo dei profilattici e l'impatto negativo di ciò sulla prevenzione dell'AIDS, chiedendogli di intervenire in merito. Ai microfoni dei giornalisti, il Ministro Sirchia dice testuali parole: "non si può incidere sulle libere scelte delle aziende..."
8:35:59 PM
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domenica 24 ottobre 2004 |
Ma vaff... Ho comprato l'ultimo romanzo di Simonetta Agnello Hornby. Ero curiosa, avevo voglia di leggerlo, di divorarlo, come feci per La Mennulara.
Se non fosse che, come introduzione, l'avvocato anglo-siciliana abbia usato una frase di Pirandello, che mi ha scatenato tutta una serie di riflessioni esistenziali. Morale: sono da venerdì in un impasse totale, una sorta di freezing... La frase - se non ricordo male - suona più o meno così:
"Non aspettarti nulla che non venga da te"
7:51:52 PM
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domenica 15 agosto 2004 |
All'ombra del giallo Dieci giorni nel cilento in compagnia di due gialli: Neronapoletano, di Antonella (guarda un po') Cilento e dell'ultimo di Alicia Gimenez Bartlett.
Il giallo made in Naples mi ha deluso. Attenzione, non mi ha deluso tout court. Credo però sia stata un'occasione narrativa mal utilizzata, un'idea buona ma sprecata.
Ciò che mi ha disturbato è stata l'ostinazione alla visionarietà della protagonista. Le sue paranoie, gli attacchi di panico, ma soprattutto le reincarnazioni e le allucinazioni visive che rendono l'intrigo sbrigativo e surreale. Credo che Neronapoletano contenesse in nuce tutto ciò che poteva servire per diventare un buon giallo di ricostruzione storica: l'idea, l'intrigo, l'atmosfera... Costruire un romanzo d'oggi, scavando nei fasti del passato d'una Napoli che non smette d'incantare, ma senza fantasmi, sarebbe stato forse vincente, limpido, puro.
Chi ha provato (forse ancor meglio da turista, che da cittadino) a percorrere il centro di Napoli, non fatica a capire quanto sia facile farsi travolgere dalle atmosfere polverose, tanto inquietanti quanto affascinanti. Napoli stimola la voglia di conoscerne il passato.
Ecco perché ho trovato in Neronapoletano una scrittura un po' ostinata, che perdendo di aderenza con la ricostruzione storica per privilegiare la componente visionaria, ha stinto (o scambiato, come direbbero a Napoli) il suo mordente.
Quello che mi resta, alla fine del romanzo, è la voglia di saperne di più della storia napoletana e dei viceré: segno che il romanzo ha creato e non soddisfatto un bisogno culturale o, più semplicemente, che forse la realtà supera ancora una volta la fantasia.
Alicia Gimenez Bartlett invece, con un bastimento carico di riso, riconferma la capacità di creare insoliti gialli metropolitani, accomunati da un'unica certezza: la coppia di ispettori inossidabili.
Dopo la verve un po' fanée di Serpenti nel paradiso, la Bartlett torna a rovistare nel degrado di Barcellona, recuperando attraverso la sua protagonista le spigolature conosciute ed un occhio cinico sul mondo. Con il passare del tempo, la dimensione umana dei suoi personaggi (così come già in Gianrico Carofiglio) sta rosicchiando lo spazio del giallo, erodendo un po' quell'effetto sorpresa dato dall'improbabilità delle situazioni a cui ci aveva educati.
Non smetto di gradire la sua scrittura, ma vivo l'ansia dell'attesa di un nuovo romanzo. Il rischio, in prospettiva, è di trovare un domani una Bartlett troppo fedele all'immagine che per i suoi personaggi ha disegnato al primo romanzo. Se la Bartlett non sarà capace di rinnovare ad ogni romanzo la sapidità della componente investigativa, rimarrà asserragliata nella troppa coerenza.
Ricordo il mio professore di filosofia al liceo, Maurizio Cardinetti, che - all'ennesima delle nostre boutade goliardiche - ci smontò con un pacato: "ragazzi, il vostro anticonformismo è diventato prevedibile"
5:53:13 PM
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lunedì 2 agosto 2004 |
"Non mi va di essere usata e basta. E' come quando ti dicono di taglliare le cipolle ma non ti spiegano il resto della ricetta. Non mi va, io voglio sapere cosa ci sta a fare la cipolla nel resto dell'insieme. Sono una cuoca, non una sguattera"
Tra le pagine dell'ultimo romanzo della Bartlett, ecco un colorito sunto di ciò che a volte si prova in ufficio...
12:11:31 PM
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domenica 11 aprile 2004 |
Do you want one thousand pieces of my pecorino cheese ? E' giunta in settimana, ad un membro della mia famiglia non più adolescente, una lettera del Sindaco, volta a stimolare l'alfabetizzazione informatica nella cittadinanza. L'Amministrazione Comunale fornisce ai cittadini, congiuntamente alla lettera, una casella e-mail gratuita sul portale cittadino. Cosa che presuppone: avere un computer, saperlo usare, disporre di una connessione Internet, servirsi della posta elettronica. Alfabetizzazione informatica ? Fatemi capire: per "alfabetizzazione informatica" intenderei fare cultura informatica partendo dall'abc, da cosa sia un computer, da come lo si usi e - infine - da quali siano le potenzialità di internet. E invece no. Partiamo dall'e-mail.
Come se ci ponessimo l'obiettivo di alfabetizzare il Terzo Mondo fornendo loro evidenziatori invece di occhiali e libri.
Senza contare la reazione di quella fetta di popolazione che si è vista recapitare la lettera e non ne ha capito - per mancanza di strumenti informatici e culturali - il senso, magari preoccupandosi perché comunque una lettera nominativa da parte del Sindaco, dove il tuo nome appare unito a @ e altri codici strani, fa sempre un certo effetto.
Non vorrei demonizzare l'innovazione tout court e gli sforzi per implementare il livello culturale cittadino: sono sforzi apprezzati e mai superflui. Forse sarebbe il caso di porsi un obiettivo e, come nelle migliori aziende, segmentarne i possibili clienti fornendo loro strumenti contestualizzati e adeguati alle loro esigenze. Altrimenti restiamo al punto della Pubblicità Progresso in cui un pastore sardo tentava di tosare la pecora con il mouse. E mi resta da capire quanto, in questa operazione, pesi il buonsenso, quanto la campagna elettorale e quanto l'influenza del Ministro all'IBM Lucio Stanca.
11:48:26 AM
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